Santa Maria Assunta – seconda parte

Nel 1960 nella zona iniziarono altre costruzioni, arrivarono ancora nuove famiglie e l’idea di una nuova parrocchia incominciò così a maturare. Questa “idea” divenne realtà nel 1965, allorché il territorio della Migliarina diventava, staccandosi da San Paolino, curateria autonoma.

In quegli anni la popolazione si aggirava intorno alle duemila persone. La Chiesa di Via della Gronda veniva elevata a chiesa parrocchiale e il servizio pastorale era affidato a Don Carlo Francesconi che, da Parroco di Greppolungo, veniva trasferito a Viareggio dove, in data 1 Gennaio 1965, diveniva Curato della erigenda nuova Parrocchia.
Una volta completate le relative pratiche per il riconoscimento , non solo ecclesiastico, ma anche civile, in data 25 Marzo 1965, l’Arcivescovo Amministratore Apostolico della Diocesi di Lucca Mons.Enrico Bartoletti, istituiva la nuova Parrocchia della Migliarina con il titolo di Prioria di Santa Maria Assunta.

Don Carlo Francesconi ne diventava così il primo Parroco-Priore.

Tenendo infine conto del quartiere in continua espansione, nei primi anni 2000, fu individuata un’area, poco distante dalla prima chiesa, per la costruzione di un nuovo complesso parrocchiale su progetto dell’Architetto Maurizio Silva di Lucca.
La posa della prima pietra fu il 5 Marzo 2005 e il 2 dicembre 2007 il nuovo complesso fu inaugurato con la consacrazione della Chiesa per mano dell’Arcivescovo Italo Castellani, alla presenza anche dell’Arcivescovo Emerito, Mons.Bruno Tommasi.

Allo scopo di tenerne viva la memoria di Monsignor Enrico Bartoletti <<nell’oggi e nel domani>>, Don Dante Martinelli, nel 2007, chiese ed ottenne dall’Amministrazione comunale, grazie anche all’impegno del Vice Sindaco Dott. Sauro Ricci, lui pure “migliarinese e impegnato in Parrocchia”, che in prossimità dell’inaugurazione della nuovo complesso parrocchiale, fosse intitolata a Lui , la strada di accesso alla piazza della nuova Chiesa.

CHI ERA MONS. ENRICO BARTOLETTI, PERCHÉ’ ALLA MIGLIARINA UNA VIA INTITOLATA A LUI?
Mons. Enrico Bartoletti, Rettore dei Seminari di Firenze, il 13 Settembre 1958, a soli 42 anni, non ancora compiuti, fa ingresso nella Diocesi di Lucca, come Vescovo Ausiliare dell’Arcivescovo Mons. Antonio Torrini. Ben presto divenne Vicario Generale della Diocesi; nel 1965 assume la piena responsabilità della Diocesi prima come Amministratore Apostolico e poi Arcivescovo di Lucca, partecipando anche ai lavori del Concilio Vaticano II°. Divenuto Segretario Generale, C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana), improvvisamente muore a Roma, nel 1975, a soli 59 anni ed è sepolto a Lucca, nella Cattedrale di San Martino. Di Mons. Bartoletti si potrebbero dire tante cose.Rimaniamo però all’essenziale: l’Arcivescovo Enrico ha avuto il merito, come disse di lui, il Padre Carlo Maria Martini, Cardinale Arcivescovo di Milano, di “aver traghettato la Chiesa di Lucca sulla sponda del Concilio”;
Per quanto riguarda il rapporto dell’Arcivescovo Enrico con la Migliarina, fu costante: questo lo apprendiamo dalle testimonianze dei primi 2 Parroci.
A conferma di questo ci sta poi il fatto che, per suo intuito pastorale, la Migliarina si distacca dalla Parrocchia di San Paolino di Viareggio e, con decreto del 25 Marzo 1965, con firma dell’ “Arcivescovo Enrico Bartoletti”, divenne Parrocchia autonoma, con il titolo di Santa Maria Assunta.

 

Il “perchè” di una grossa PIETRA incastonata nella facciata della “NUOVA CHIESA” della Migliarina!
Soffermandosi a guardare la facciata della Chiesa della Migliarina, notiamo a sinistra, una grossa pietra incastonata e ricoperta da una targa in plexiglass con la scritta: “Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso. Onore dunque a voi che credete!” – “Pietra tolta dalla vecchia chiesa e collocata come ‘prima pietra’ di questa nuova chiesa” il 5 Marzo 2005”. E allora, qualcuno dirà: qual’è il significato di questa pietra? E’ tradizione, e forse nel passato lo era ancora di più, che l’inizio dei lavori per la costruzione di un opera di utilità comune, venisse ufficializzato con la cerimonia della posa della prima pietra. Si trattava un tempo, di calare nel terreno, dopo averla benedetta, una delle pietre impiegate per la costruzione dell’edificio.
Per noi, la posa della prima pietra ha avuto però diversi significati: trattandosi di una costruzione in cemento armato, non avevamo pietre a disposizione: abbiamo tolto così una grossa pietra della Chiesa di via della Gronda e, con la partecipazione della Comunità, l’abbiamo portata nel cantiere ormai aperto. Vi è stato certamente il rito di benedizione presieduto dall’Arcivescovo Emerito Bruno Tommasi: benedizione della pietra, che verrà poi incastonata sulla facciata della nuova Chiesa e benedizione, per invocare l’aiuto di Dio sull’opera, che stava per iniziare e su quanti vi avrebbero lavorato”.
Quella pietra vi veniva così collocata per offrire un messaggio: la chiesa in muratura ha un valore, se vi è poi la comunità: il costruire l’edificio Chiesa e il costruire la Comunità, dovrebbero andare di pari passo. Quella pietra è segno di Cristo, pietra scelta da Dio…. pietra portante per la Comunità: una presenza di Cristo che avvolge il tempo e questo veniva significato anche …. (può essere un’espressione impropria), dal passaggio del testimone fra la vecchia e la nuova Chiesa. Infatti è sempre Cristo che, ”ieri, oggi e sempre”, come ci ricorda la liturgia pasquale, pone la sua dimora in mezzo alle nostre dimore.
Infine quella Chiesa ci dice che noi, per la grazia dello Spirito, siamo le pietre vive impiegate per costruzione di quell’edificio spirituale che è la Chiesa comunità.
Concludendo possiamo affermare che quella pietra voleva essere, per i migliarinesi l’occasione , si, per benedire il Signore ed essere da lui benedetti, ma sempre con l’impegno a collaborare alla crescita della Chiesa nella città.

Articolo redatto dal caro Don Dante Martinelli, Parroco emerito della Comunità Migliarina Terminetto.