I Parroci

Don Renzo Tambellini

La Parrocchia di Madonna del Buon Consiglio fu istituita canonicamente, con decreto di Mons. Antonio Torrini, Arcivescovo di Lucca, il 22 AGOSTO 1958 e riconosciuto poi agli effetti civili civili il 7 Aprile 1959.  Il 1 Giugno 1959 veniva così nominato il primo Parroco, nella persona di don Renzo Tambellini, proveniente da Lucca, dove per alcuni, era stato Curato, – cioè Vice Parroco -, nella Parrocchia cittadina di San Frediano.

Don Renzo arrivò a Viareggio con semplicità, potremmo dire con povertà di mezzi, ma dotato di buona volontà e con la fiducia del Vescovo che, al momento della nomina, gli affidava l’effigie della Madonna del Buon Consiglio, che precedentemente stava nella Chiesa di Sant’Antonio e che, nonostante i bombardamenti di quest’ultima, fu ritrovata incolume fra le macerie.
Fu proprio per quell’effigie ritrovata, che il Vescovo Torrini volle che la nuova parrocchia, e di conseguenza la nuova Chiesa, fosse dedicata alla MADONNA DEL BUON CONSIGLIO e che fu poi collocata nella nuova Chiesa del Terminetto. Fin dall’inizio, don Renzo, si mise all’opera con ardore giovanile, per costruire, in quel lembo di terra viareggina, non solo la Chiesa in muratura, ma determinato soprattutto a “edificarvi” la Comunità Cristiana.

Al Terminetto è rimasto per 19 anni: tuttavia, ancora oggi è ricordato per aver saputo, nel suo ministero coinvolgere gran parte dei parrocchiani, all’insegna di un suo motto: “Qui c’è bisogno di gente che abbia delle idee, molta buona volontà e non molti discorsi”.
Il 20 dicembre 1964 fu posta la prima pietra delle opere parrocchiali. La costruzione fu completata poi gradualmente con altre realtà ricreative e culturali come il bocciodromo , pista di pattinaggio, parco giochi per bambini, locali per il tempo libero, servizio di misericordia, biblioteca, palestra eccetera. Nel 1965 vengono fatti i progetti di massima per la costruzione della nuova chiesa . Il 2 giugno 1973 fu posta la prima pietra alla presenza delle massime autorità cittadine e da un folto gruppo di parrocchiani; Monsignor Raffaele Malfatti, Canonico della Cattedrale di Lucca e lui pure terminettese, benedisse la prima pietra della nuova chiesa che il 2 maggio 1976, veniva consacrata dall’arcivescovo Giuliano Agresti.

Don Renzo fu ancora Parroco al Terminetto fino all’ottobre 1978. Infatti, anche per motivi di salute, rinunciava alla Parrocchia, rimanendovi, per un certo periodo come Presbitero collaboratore del nuovo Parroco, don Giovanni Galli, nominato il 1 Novembre 1978.

Nel 1980 lasciava Viareggio perchè nominato, dall’Arcivescovo Agresti, Monsignore e Canonico della Cattedrale di San Martino a Lucca laciando in ricordo ai suoi parrocchiani un suo motto:

“ Qui c’è bisogno di gente che abbia delle idee, molta buona volontà e non molti discorsi”

 

I contenuti sopraesposti sono stati gentilmente forniti da Don Dante Martinelli, già nostro parroco, che ringraziamo di cuore per le preziose informazioni, caratterizzate dal  suo sempre luminoso entusiasmo, che contribuiscono a ricostruire la storia della parrocchia Migliarina Terminetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Don Giovanni Galli

Don Giovanni Galli, chiamato a succedere a Don Renzo Tambellini, fu, dall’Arcivescovo Mons. Giuliano Agresti, nominato Parroco della Parrocchia Madonna del Buon Consiglio, al Terminetto, in data 1 Novembre 1978.

Proveniente da Lucca, arrivò a Viareggio, ancora quarantenne, ma già con una buona esperienza pastorale: per alcuni anni, infatti, fu Parroco di Santo Stefano di Moriano e Assistente diocesano di Azione Cattolica per il settore giovani.

Don Giovanni, senz’altro, fu il prete adatto per una parrocchia che, per l’incremento demografico, stava diventando impegnativa. Iniziò ad organizzare la vita della comunità con momenti di formazione spirituale e di preghiera per tutti, con il desiderio poi di aiutare la parrocchia a immettersi sulla scia del Concilio Vaticano II°, privilegiando così tre itinerari:

1) l’incontro e la conoscenza all’interno della comunità. Realizzò così presso l’Alpe di Sant’Antonio in comune di Molazzana, una struttura che adibì a “campeggio” (campo scuola) estivo con il proposito di creare un luogo dove i giovani, le famiglie e gli anziani, potessero trascorrere momenti di aggregazione, riflessione e riposo. Dal 1979 l’operato di Don Galli fu sostenuto da Anna Raffi e Luisa Da Ponte, laiche consacrate, della comunità di Gesù, fondata a Firenze proprio da Monsignor Giuliano Agresti.
2. l’incontro e la collaborazione con Migliarina e Varignano, e allorchè, nel 1980 fu eletto dai preti di Viareggio e Lido, Vicario Moderatore della Zona Pastorale di Viareggio, per 5 anni, propose iniziative di collaborazione e di incontro fra i Sacerdoti nell’intento di una pastorale zonale di insieme.
3. ravvivare la vocazione missionaria, non solo in Parrocchia, ma anche in Diocesi. Tenne infatti i contatti con i nostri missionari in Rwanda e più volte visitò, accompagnato talvolta da altri sacerdoti o anche da alcuni laici, la Missione diocesana di Narulema.

Nel 1987 fu trasferito, come co-parroco alla parrocchia di San Paolino. Da qui, dopo breve tempo, passò poi, come Parroco, alla Parrocchia dello Spirito Santo a Lido di Camaiore. Pure qui vi rimase poco: infatti, recatosi in visita alla Missione Rwandese, fu colpito dalla malaria.

Morì così a Narulema (Rwanda) il 2 Febbraio 2004, nella Festa della Presentazione di Gesù al Tempio. La morte di don Giovanni possiamo vederla come “segno” da considerare nell’ottica della fede: Se il chicco di grano porta frutto se gettato in un terreno fertile, così la morte di Don Giovanni in terra africana, una terra da lui tanto amata e per la quale si era reso, più volte”, disponibile a partire come missionario, (i superiori però non acconsentirono mai), sicuramente sarà germe di nuove vocazioni alla vita cristiana e alla vita consacrata.

I contenuti sopraesposti sono stati gentilmente forniti da Don Dante Martinelli, già nostro parroco, che ringraziamo di cuore per le preziose informazioni, caratterizzate dal suo sempre luminoso entusiasmo, che contribuiscono a ricostruire la storia della parrocchia Migliarina Terminetto

Don Franco Vitali

Nel Settembre 1987, don Giovanni Galli veniva trasferito alla Parrocchia di San Paolino, come Parroco-Collaboratore del Priore Mons.Giuseppe Dati.

L’Arcivescovo don Bruno Tommasi, in data 25 Ottobre 1978, provvedeva al nuovo Parroco, nella persona di don Gianfranco (… Franco) Vitali. Don Franco, camaiorese di nascita, per 17 anni, era stato Curato (cioè Vicario Parrocchiale), nella Parrocchia dell’Arancio in Lucca.

Al Terminetto vi rimase solo 5 anni: tuttavia, pure lui, vi ha lasciato il segno della sua presenza. Fin dall’inizio, continuò l’opera di Don Giovanni Galli, valorizzando sempre quelle attività e quelle iniziative che, a suo avviso, erano utili per l’incontro e l’aggregazione nella comunità. Vogliamo però sottolineare il suo impegno, a far sì che evangelizzazione e promozione umana, camminassero di pari passo: in questo vi troviamo un seme gettato che contribuirà, ai giorni nostri, alla nascita della nuova parrocchia Migliarina-Terminetto. Infatti, in sintonia con don Dante, suo compagno di Seminario, si impegnò a qualificare la formazione e la collaborazione fra Migliarina e Terminetto. Ancora si ricordano, la comune preparazione dei fidanzati al Matrimonio, la scuola per catechisti e operatori pastorali e infine l’incontro di preghiera, al Mercoledì, nella Cappella, allora esistente, di via Bottego.

Si adoperò per ravvivare la Caritas, quale motore trainante della Comunità, creando un gruppo di solidarietà costituito da alcune famiglie che avevano al loro interno un figlio o un parente con problemi fisici e mentali e da persone disposte a dare loro sostegno e aiuto.

Durante gli anni del suo ministero al Terminetto, aveva dato la disponibilità al Vescovo per un nuovo servizio, ”più missionario”, e da realizzarsi in Diocesi, in un territorio certamente più vasto e con più comunità. Fu così che l’Arcivescovo Bruno, il 25 Ottobre lo nominava Parroco delle Unità Pastorali della Val di Lima e della Controneria.

I contenuti sopraesposti sono stati gentilmente forniti da Don Dante Martinelli, già nostro parroco, che ringraziamo di cuore per le preziose informazioni, caratterizzate dal  suo sempre luminoso entusiasmo, che contribuiscono a ricostruire la storia della parrocchia Migliarina Terminetto

Don Gianfranco Rossi 

Nato a Viareggio nel 1935, vi aveva abitato fino all’ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 1963. Con la sua Famiglia, per un breve periodo aveva abitato anche nella zona del Terminetto, per trasferirsi poi in quello che ora è il quartiere Marco Polo.Per diversi anni, dopo l’Ordinazione Sacerdotale, aveva svolto il suo ministero nella piana di Lucca: prima a San Lorenzo a Vaccoli e poi, per diversi anni, a Marlia.

In seguito al trasferimento di don Gianfranco Vitali, l’ 11 Ottobre 1992 fu nominato, dall’Arcivescovo don Bruno, Parroco della Parrocchia del Terminetto, dove fu benevolmente accolto, anche per il fatto che in molti, gli adulti soprattutto, già’ lo conoscevano e lo ritenevano uomo di fede e persona saggia ed umile.

Nel presentarsi alla comunità, disse di non avere un programma prestabilito: il suo desiderio era quello di immettersi nel cammino che la parrocchia stava facendo e sempre in sintonia con la Parola di Dio e in un clima di accoglienza, di ascolto e di servizio. Allo scopo di evidenziare tutto questo non volle per lui  “un inizio ufficiale” del suo Ministero:  con molta semplicità, fece ingresso al Terminetto, con-celebrando  alla Messa di saluto, da parte della comunità,  a don Gianfranco Vitali.  Pertanto, don Rossi, più che progettare, proponeva un costante riferimento all’Eucaristia domenicale, allo scopo di costruire una comunità che ascolta, celebra e testimonia.

Promosse, in collaborazione con la Parrocchia della Migliarina, la presenza dei laici finalizzata ad una catechesi per tutte le età, con particolare attenzione ai giovani e con l’impegno per tutti di crescita nello spirito liturgico, in modo che dalla celebrazione, nel giorno del Signore, ne scaturisse uno stile di vita più evangelico. In questo furono di aiuto le iniziative già esistenti in parrocchia: formazione dei catechisti e degli operatori pastorali, coinvolgimento dei genitori nel catechismo ai ragazzi, valorizzare al massimo la struttura dell’Alpe di Sant’Antonio e i locali esistenti in parrocchia allo scopo di renderli sempre più luoghi di incontro, di aggregazione e di crescita nello spirito comunitario.

Il suo impegno pastorale così lo sintetizza: <<La fede non può farsi visibile senza la carità operosa>>. Di questo lui, primo fra tutti, dette testimonianza con la sua straordinaria capacità di ascolto e con una particolare sensibilità verso le persone in difficoltà che si rivolgevano a lui. Erano persone di Viareggio, di altri luoghi e anche persone extracomunitarie che lui  accoglieva e ascoltava dando, nei limiti del possibile, un aiuto.

Per questa sua sensibilità, promosse come avevano fatto i suoi predecessori, la Caritas e fu anche eletto dai parroci della Zona di Viareggio, responsabile della Caritas zonale. Purtroppo, problemi di salute e difficoltà incontrate nel ministero, lo costrinsero a limitare il suo impegno pastorale. Morì l’8 marzo 2011, lasciando una profonda tristezza nella comunità.

N.B. Con la morte di don Gianfranco Rossi, come possiamo trovare in altra pagina di questo Sito, inizia un cammino nuovo per le Parrocchie della Migliarina e Terminetto. Dall’arcivescovo Italo Castellani, viene istituita la nuova Comunità Migliarina -Terminetto: Parroco Moderatore viene nominato Don Dante Martinelli, mentre don Daniele Ricci viene nominato Parroco Collaboratore.

I contenuti sopra esposti sono stati gentilmente forniti da Don Dante Martinelli, già nostro parroco, che ringraziamo di cuore per le preziose informazioni, caratterizzate dal  suo sempre luminoso entusiasmo, che contribuiscono a ricostruire la storia della parrocchia Migliarina Terminetto.

Don Carlo Francesconi

Don Carlo Francesconi è stato il primo Parroco della Migliarina; nel gennaio 1965, la Migliarina, distaccandosi “ecclesiasticamente” dalla Parrocchia di San Paolino, con decreto dell’Arcivescovo,Amministratore Apostolico, Mons. Enrico Bartoletti, diventava ‘Curateria Autonoma’ e don Carlo, nell’attesa del riconoscimento civile, fu nominato Curato. Espletate dalla Curia tutte le pratiche necessarie, il 25 Marzo 1965 don Carlo, proveniente dalla parrocchia di Greppolungo di Camaiore, veniva nominato primo Parroco della nuova Parrocchia di S.Maria Assunta alla Migliarina.

Don Carlo arriva alla Migliarina, povero di mezzi e di “risorse”, ma dotato di entusiasmo e di grande volontà.

L’unico immobile era la chiesetta di Via della Gronda, divenuta Chiesa Parrocchiale; non vi era la casa canonica e neppure stanze per gli incontri parrocchiali.

Per l’abitazione don Carlo, con i genitori, prese in affitto una casa in via della Rosa; per le attività pastorali invece pensò di edificare, un saloncino adiacente alla Chiesa, che oltre alle attività pastorali, serviva anche da Sacrestia e da Ufficio Parrocchiale. La nuova parrocchia inizialmente, aveva 2000 abitanti circa. Don Carlo rimane alla Migliarina per nove anni dal 1965 al 1974.

Per quanto riguarda il suo stile di Parroco ce lo presenta lui stesso nel suo libro “Fra le biscie e le bodde”, di cui abbiamo realizzato una versione audiovisiva e che potrete ascoltare cliccando sul link in fondo a questo articolo. Sicuramente per certi aspetti, e lo dico con carità, era uno stile preconciliare.

Premetto però che il mio giudizio sulla presenza pastorale di Don Carlo alla Migliarina è sempre e solo positivo. Teniamo conto che lui è nato come prete prima del Concilio e pertanto era, per certi aspetti, come si suol dire di “vecchio stampo”. Tuttavia, nel passato ce ne fossero stati a Lucca preti come don Carlo! La crescita e lo sviluppo della comunità della Migliarina in questi 50 anni, la dobbiamo, anche a lui: l’essere viareggino, il suo carattere vivace e festoso, e non ultimo, la sua spiritualità francescana, hanno contribuito non poco a gettare quelle basi di fraternità e di accoglienza, premesse indispensabili per la nascita e la crescita della parrocchia… Possiamo così dire che don Carlo ha annunciato il Vangelo, più con la vita che con le parole: questo in sintonia con il poverello di Assisi, che così diceva ai suoi frati:

<<….. annunciate il Vangelo e… se proprio è necessario, fatelo anche con la parola >>

Torniamo ora agli inizi del suo ministero migliarinese. Si muove come se la comunità già esistesse, preoccupato così a far fronte, prima ancora che alla catechesi, all’aspetto burocratico. (Per fare un esempio …. si preoccupa dei registri parrocchiali….. subito attento all’aspetto liturgico nella forma però tradizionale). Su questo stile organizza la confraternita di Santa Maria Assunta chiedendole di alimentare lo spirito liturgico e di collaborare alle feste che, cammin facendo, venivano istituite. In modo particolare dette impulso alla Solennità dell’Assunta, Patrona della Parrocchia, con la Luminara e la Processione della Vigilia. Inoltre, e questo ci conferma quanto detto, arricchì la Chiesa di nuove statue o effigi di Santi. A Lui si deve la stupenda statua dell’Assunta che troviamo ancora nella nuova chiesa e il Crocifisso collocato ora nella Cappella del SS.mo. Vi collocò infatti una statua in legno della Vergine, e le statue del S.Cuore, S.Antonio da Padova, e Gesù Bambino di Praga. Inoltre un quadro di San Giuseppe e di un altro Santo di cui però non ricordo il nome.

Di don Carlo, non dobbiamo sottovalutare, sebbene non in forma strutturata, la dimensione della Carità: la visita costante alle famiglie e l’accoglienza verso i migliarinesi e a quanti in quegli anni, provenendo da altre zone, occupavano i nuovi insediamenti, attenzione ai poveri, numerosi soprattutto nelle zone periferiche della Città e di conseguenza anche alla Migliarina.

Scrisse diversi libri ormai introvabili…e per questo motivo la parrocchia Migliarina Terminetto ha voluto realizzarne una versione audiovisiva per poter diffondere notizie e curiosità sulla storia della Chiesa di Santa Maria Assunta.

Il primo progetto audio riguarda il libro intitolato TRA LE BISCE E LE BODDE, dedicato a Don Dante Martinelli e letto da Giovanna Milano .   Clicca qui e buon ascolto !  

Il secondo libro di don Carlo Francesconi UNA CARTATA DI GRONCIOLI è on line, voce narrante Giovanna Milano….. clicca qui e buon ascolto

I contenuti sopraesposti sono stati gentilmente forniti da Don Dante Martinelli, già nostro parroco, che ringraziamo di cuore per le preziose informazioni, caratterizzate dal  suo sempre luminoso entusiasmo, che contribuiscono a ricostruire la storia della parrocchia Migliarina Terminetto dai tempi di Don Carlo ai giorni nostri col nostro attuale parroco Don Daniele Ricci 

 

 

 

 

 

Don Franco Raffaelli

Don Franco Raffaelli, ordinato Sacerdote nel 1965 dall’Arcivescovo Enrico Bartoletti; per alcuni anni fu Parroco a Convalle, un piccolo paese della Val Pedogna;

Nel 1969, limitando ai soli giorni festivi la sua presenza a Convalle, fu nominato Vice Rettore del Seminario Arcivescovile di Lucca (Rettore era don Bruno Tommasi, diventato poi, nel 1991, nostro Arcivescovo).

Nel 1973, lasciava la piccola Comunità di Convalle e il Seminario, per venire a Viareggio, perchè nominato insegnante di Religione nel liceo scientifico e, al tempo stesso, respon-sabile-animatore del Movimento studenti.

A Viareggio, accompagnato dai suoi genitori, il primo problema fu il carcarsi un’abitazione. E qui vediamo come il Signore, indipendentemente dalle nostre scelte, non tarda a darci indicazioni per la nostra vita. Don Franco trova la casa… e la trova, neanche farlo di proposito, in Via della Rosa e quindi nel territorio della Migliarina.Di conseguenza, abitando alla Migliarina e, non avendo parrocchia, era logico che don Carlo ne chiedesse la collaborazione. Don Franco divenne così collaboratore di don Carlo e questo gli permise una prima conoscenza di quella che poi sarebbe diventata, da lì a breve, la sua comunità.

Nel 1974, per motivi di salute, don Carlo rinunciava alla Parrocchia e assumeva l’incarico di Cappellano dell’Ospedale di Viareggio; don Franco, già presente, come abbiamo detto, alla Migliarina, ne diventa Parroco. (da Via della Rosa, provvidenzialmente don Franco prese alloggio al piano terreno del condominio di Via della Gronda, n.324, con il giardino compreso fra il palazzo e la Chiesa.

A differenza di don Carlo, don Franco trovava certamente una situazione migliore, anche se poi non gli mancarono le difficoltà. Molte persone, grazie proprio a don Carlo, si erano avvicinate e, sebbene educate ad una Chiesa piuttosto tradizionale, accolsero con entusiamo il nuovo Parroco. Questo non vuol dire, come già ho detto, che tutto fosse “rose e fiori” !…non tutti infatti ne compresero il valore.

Come già ho detto, anche a Viareggio la pastorale del , <<si e’ sempre fatto così>>, era, come d’appertutto, abbastanza ancorata nel tessuto socio-ecclesiastico. Vi furono persone che seppero cogliere, e anche con un certo entusiasmo, il “nuovo” che don Franco proponeva e non esitarono neppure un istante a collaborare con lui. Vi furono però altre persone che guardavano al “nuovo” con diffidenza e sempre pronte a inquinare il clima con il chiacchiericcio e la mormorazione.

Don Franco non si lasciò intimidire: dette prova di grande pazienza e possiamo dire che il seme da lui gettato portò e, forse continua a portare, i suoi frutti: di questi frutti ne godette lui e anche il suo successore. Infatti alcuni progetti che la comunità, in un primo momento, non aveva accettato, riuscì poi a realizzarli don Dante.

Riassumendo… qual’è stato l’impegno di Don Franco alla Migliarina? Lui ha cercato, secondo la formazione data ai giovani preti di quel tempo, dall’Arcivescovo ENRICO BARTOLETTI, che fu anche Padre Conciliare, di traghettare la parrocchia sulla sponda del Concilio Vaticano II°.

Le linee su cui cercò di muoversi, in sintonia con la sua formazione biblico teologica, (oltre che al Seminario di Lucca, aveva frequentato per un po’ di tempo la facoltà teologica di Bologna), furono di favorire la corresponsabilità dei laici nella missione profeta-sacerdotale e regale della Parrocchia. Ecco allora la catechesi, la liturgia e la carità impegno di tutti.

Allo scopo di avvicinare la comunità alla Parola di Dio per la realizzazione del suo progetto pastorale, dette vita:

– ai gruppi del Vangelo, non solo in Chiesa ma anche nella famiglie con attenzione alle varie zone;

– formazione dei catechisti e coinvolgendo il loro impegno non solo nella catechesi ai ragazzi, ma anche nella preparazione dei fidanzati al matrimonio e dei genitori nella preparazione ai sacramenti dell’iniziazione dei figli;

– cineforum,

– pastorali giovanile non solo con incontri in parrocchia, ma anche con i campi scuola dei ragazzi e giovani a Monti di Villa (Bagni di Lucca).

Quanto sopra possiamo considerarlo l’inizio di un percorso che continua ancora; di un seme gettato nel terreno da coltivare ancora oggi. Infatti possiamo dire che il lavoro pastorale è sempre un lavoro che resta incompiuto….. incompiuto anche perchè don Franco, nel 1974, veniva trasferito alla parrocchia di S.Rita in Viareggio.

I contenuti sopraesposti sono stati gentilmente forniti da Don Dante Martinelli, già nostro parroco, che ringraziamo di cuore per le preziose informazioni, caratterizzate dal  suo sempre luminoso entusiasmo, che contribuiscono a ricostruire la storia della parrocchia Migliarina Terminetto dai tempi di Don Carlo ai giorni nostri col nostro attuale parroco Don Daniele Ricci 

Don Dante Martinelli

I suoi 50 anni di ministero, li ha trascorsi sempre in Versilia: appena ordinato Sacerdote, il 28 Giugno 1970, fu inviato a Capezzano Pianore come Vicario Parrocchiale. Fu poi trasferito, come Parroco, alla Pieve di Camaiore, dove vi fece ingresso il 24 Aprile 1977. Dopo essere stato per nove anni a Pieve di Camaiore, il 24 Febbraio 1986, fece ingresso, sempre come Parroco, alla Migliarina, con un mandato ben preciso del Vescovo: riprendere e portare avanti il “progetto già avviato da don Franco Raffaelli” per la costruzione della nuova Chiesa. Il primo impegno di Don Dante fu così quello di entrare in posssso del terreno che l’Amministrazione Comunale già aveva designato a questo scopo fin dal 1980. Con la collaborazione di tanti parrocchiani e sempre sollecitando l’aiuto della Curia e il confronto con gli amministratori comunali, “il progetto nuova Chiesa” viene portato avanti e pienamente realizzato con la consacrazione della nuova chiesa il 2 dicembre 2007. Assieme alla costruzione della Chiesa, si presentò alla comunità, non con un progetto pastorale proprio, ma cercando invece di immettersi nel cammino che la comunità aveva intrapreso e confermando così le linee programmatiche di don Franco Raffaelli: con l’aiuto dell’Ufficio Catechistico Diocesano e in collaborazione con la comunità del Terminetto, diede vita alla scuola per operatori pastorali con l’intento di avviarli ad una maggiore conoscenza della Bibbia e allo studio dei documenti conciliari e, in particolare la “Lumen Gentium” e il Documento base per il rinnovamento della Catechesi. Da questa scuola presero vita alcune iniziative di formazione come i gruppi biblici in parrocchia e nelle famiglie, i Cineforum e le “Quattro Chiacchiere sul Sagrato” per un approfondimento di temi, non solo religiosi, ma anche di attualità sociale.

Nella foto: 28.06.1970, l’Arcivescovo Enrico Bartoletti, ordina Sacerdote don Dante Martinelli, già nostro Parroco.

 Per l’educazione dei ragazzi e dei giovani, contribuì alla nascita del Gruppo Scout “Viareggio 5” e diede impulso ai campi scuola a Puglianella in Garfagnana. Promosse numerosi eventi di carattere aggregativo con: spettacoli, feste, incontri conviviali: queste iniziative si rivelarono importanti perché contribuirono a quel progetto oratoriale che poi si è finalmente concretizzato con il nuovo complesso parrocchiale e l’arrivo in Parrocchia, come co-parroco, di Don Daniele Ricci. Infine un’ultima considerazione: I Parroci che si sono succeduti nel servizio alla comunità non hanno mai assunto l’errato atteggiamento “dell’uomo solo al comando”, ma sempre si sono avvalsi della collaborazione di tutti. E tutti, possiamo dire sono stati segno della benevolenza di Dio. Nella Chiesa vi è infatti la varietà dei doni e dei carismi elargiti dallo Spirito,per cui la comunità cresce con l’impegno di tanti. ll ricordarli è certamente impossibile. Vogliamo però ricordare due persone, che in modi diversi hanno contribuito alla crescita della Comunità:
SAURO RICCI, persona impegnata nel sociale e presente nella vita, e del Quartiere, e della Parrocchia. Nel 2003 fu eletto Vice Sindaco di Viareggio e il suo impegno fu determinante a far sì che la Parrocchia potesse avere il terreno per l’edificazione del nuovo complesso parrocchiale. NERI PILADE, che non solo ha svolto per 40 anni il servizio di sagrestano, ma soprattutto è stato vicino ai parroci che si sono succeduti in parrocchia, aiutandoli nella conoscenza delle famiglie e sempre partecipe ai momenti formativi della Parrocchia e attento soprattutto alle famiglie in difficoltà e agli anziani. Per diversi anni ha svolto anche il servizio di Ministro per la pastorale e la comunione eucaristica agli ammalati.

Il 27 Giugno 2020 abbiamo festeggiato il 50° anniversario di sacerdozio del nostro amato Don Dante.

Per la speciale occasione è stata celebrata la messa presso la chiesa di Santa Maria Assunta alla migliarina. Presieduta dal nostro arcivescovo Paolo con grande calore e commozione ha visto una grande affluenza di fedeli che hanno condiviso con noi la felice ricorrenza. A conclusione è stata organizzata una piccola festicciola sul sagrato della chiesa, nel totale rispetto delle normative di sicurezza anticovid, come ringraziamento al Signore per l’amore, la fede, la forza ed il prezioso contributo che Don Dante ha apportato alla nostra unità parrocchiale.

 

 

Leggi il discorso di Don Dante al termine della celebrazione, clicca qui –>  Discorso in chiesa 

 

GUARDA IL VIDEO DELLA CERIMONIA  —-> CLICCA QUI

 

Il 26 giugno 2020 Don Dante Martinelli ha presentato le sue dimissioni per motivi di salute e l’arcivescovo monsignor Paolo Giulietti dopo averlo ringraziato per il suo lungo servizio pastorale a viareggio, in data 1 settembre le ha benevolmente accolte

Lettera di ringraziamento di don Dante   

 

 

Don Daniele Ricci

Nato a Pietrasanta il 15 Dicembre 1975, è stato ordinato presbitero, dall’Arcivescovo Bruno Tommasi, il 28 giugno 2002.
Subito dopo l’ordinazione, viene nominato Curato (.. cioè, vicario parrocchiale) della Parrocchia di S.Maria Assunta a Camaiore, dove aveva svolto anche il ministero diaconale. Il suo ministero Camaiorese fu di collaborazione con il Parroco Mons,Lelio Pollastrini e, con particolare attenzione, alla pastorale giovanile. Oltre all’impegno per la catechesi, si adoperò a rendere l’Oratorio, di cui era responsabile, luogo di incontro e di aggregazione, non solo dei ragazzi e giovani, ma anche degli adulti e, di conseguenza, delle famiglie. A Camaiore vi rimase per 7 anni.

Il 20 Settembre 2009, dall’Arcivescovo Italo Castellani, fu nominato Co-parroco della Migliarina e Vicario Parrocchiale del Terminetto. Il 23 Settembre 2012, in seguito alla morte di don Gianfranco Rossi, Parroco del Terminetto, le due parrocchie di Migliarina e Terminetto, furono unite insieme, dando così vita alla nuova Comunità Parrocchiale Migliarina -Terminetto. Don Dante Martinelli ne fu nominato Parroco Moderatore e Don Daniele Ricci, Parroco Collaboratore. Inoltre, sempre in quegli anni, fu nominato Incaricato anche di Pastorale Giovanile per tutta la zona di Viareggio

Negli anni in cui è stato coparroco si è occupato particolarmente della pastorale giovanile dell’unità pastorale, del catechismo e ha dato un forte impulso alla nascita e allo sviluppo dell’oratorio Migliarina – Terminetto.

Il 1 settembre 2020 è stato nominato parroco della parrocchia di Santa Maria Assunta – Migliarina e parroco della parrocchia della Madonna del Buon Consiglio -Terminetto.

L’impegno pastorale di don Daniele, dapprima assieme a don Dante, su indicazione del vescovo Italo Castellani e successivamente del vescovo Paolo Giulietti, è stato ed è quello di integrare le attività pastorali generando sinergie tra le due parrocchie, al fine di creare un’unica grande comunità parrocchiale.